Quali varietà si possono coltivare liberamente?

Dal momento della nascita EasyJoint si è presentata come progetto antiproibizionista, commerciale e di filiera. 

Il nostro scopo è quello di evidenziare le incongruenze dell’ossessione proibizionista che ha contagiato anche la canapa industriale sostenendo l’intera filiera della canapa italiana ed incarnando quindi, nel modo più rotondo possibile, lo spirito e gli obiettivi della legge 242/2016 alla base di tale produzione. 

Siamo un progetto di supporto e valorizzazione della Cannabis Sativa italiana: nei campi, nelle aziende agricole, nelle tecniche avanzate di coltivazione abbiamo le nostre radici ed i nostri punti di riferimento. Ed è naturale che i punti di riferimento normativo, nel progetto di commercializzazione delle infiorescenze di Cannabis, siano le leggi che sottendono il settore.

Leggi che abbiamo studiato ed analizzato già dal momento della loro formazione fino a trovarne le incongruenze e le ambiguità.

E lì inserirci.

Solo rispettando la normativa esistente è possibile ottenere passi in avanti sulla strada della normalizzazione ed accettazione politico istituzionale della Cannabis, qualunque sia l’utilizzo ed è per questo motivo che noi trattiamo solo le infiorescenze femminili di Cannabis presenti nel Registro Europeo delle sementi coltivabili.

Sono 52 le varietà di Cannabis coltivabili; varietà non certificate perché fuori dall’elenco portano ad un illecito amministrativo sia per quanto riguarda la coltivazione su suolo europeo sia la commercializzazione e semplice detenzione.

Sulle schede dei prodotti, consultabili dal nostro sito ufficiale, è sempre presente la varietà genetica da cui commercializziamo le infiorescenze. Ci sono aziende corrette ed aziende scorrette: un buon metodo per capirne le qualità è pretendere la certificazione di varietà coltivabile.

Senza questa, è un rischio legale per il produttore, il rivenditore ed anche il cliente finale.

 

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