Il THC sballa, il CBD rilassa. E i terpeni?

I terpeni sono i costituenti principali di molti tipi di resine, e i responsabili del “tipo” di effetto.

Facciamoci bendare di fronte a tante ceste di frutta.

Mani legate dietro la schiena e solo con l’ausilio dell’olfatto abbiamo la possibilità di scegliere un frutto da consumare. Ogni volta che l’aspetto visivo viene meno, i profumi spostano l’equilibrio della scelta verso i ricordi che i mix terpenici evocano. Così come nel mondo alimentare, anche la cannabis si fa contraddistinguere per i suoi aromi intensi, dolciastri, speziati e sì, a volte al limite del sopportabile.

La cannabis (light) comprata in negozio in Italia, quella di un coffee shop in Olanda o in un Cannabis social club spagnolo, è un concentrato di circa 100 terpeni differenti.

I terpeni non sono nient’altro che molecole organiche volatili responsabili della profumazione di fiori, frutta ed in generale del mondo che ci circonda. Altre molecole aromatiche sono ad esempio gli idrocarburi (tipo il benzene) o gli acidi come l’acido acetico (del quale sicuramente potete immaginarvi la profumazione). Molte di esse vanno a costituire i complessi bouquet aromatici sprigionati dalla cannabis. Torniamo ora all’esercizio iniziale.

Sul tavolo abbiamo tre varietà di cannabis delle quali non conosciamo nè la genetica nè il quantitativo dei principi attivi. La scelta che ne conseguirà sarà dettata da un ricordo lampo stimolato dai terpeni inalati.

Questa correlazione tra cervello e terpeni viene studiata sin dalla metà degli anni settanta e solo di recente è stata pubblicata una ricerca che ha dimostrato sia i legami dei terpeni con neurotrasmettitori come i recettori CB1 e CB2, sia la loro azione sulla permeabilità cellulare.

Questa sua proprietà può risultare rilevante per modulare l’assimilazione di altri principi attivi: il Myrcene, ad esempio, consente di ridurre la dose necessaria di THC grazie alla sua azione di aumento della moderata biodisponibilità dei cannabinoidi.

I terpeni possono anche influenzare la produzione endogena di dopamina e serotonina, modificando gli stati dell’umore. In sintesi l’effetto entourage, ovvero la sinergia che si crea fra terpeni e cannabinoidi, è in grado di modificare e potenziare l’azione delle singole molecole.

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