Il corpo e i cannabinoidi: la biodisponibilità.

La biodisponibilità indica il grado e la velocità in cui la forma attiva di un farmaco raggiunge la circolazione sistemica, acquisendo così la capacità di accedere al suo sito d’azione.

Biodisponibilità è il termine con il quale si indica sia la quantità di principio attivo che entra nell’organismo dopo la somministrazione, sia la facilità con cui è assorbito nell’organismo ed è quindi la misura con cui è disponibile per esercitare l’attività terapeutica.

Come funziona?

Perché una sostanza possa svolgere il suo effetto terapeutico deve infatti raggiungere concentrazioni sufficienti a livello dei recettori degli organi bersaglio.

La biodisponibilità è completa quando si somministra una sostanza per via endovenosa, mentre, per quanto riguarda tutte le altre vie di somministrazione, dipende da molti fattori.

Tra questi ci sono il tipo di molecola che deve essere assorbita, il tipo di formulazione, le condizioni generali del soggetto e quelle di assunzione.

Per via orale, ad esempio, ci sono diversi fattori che influenzano la biodisponibilità (se il principio attivo è ingerito insieme al cibo l’assorbimento è rallentato): il pH dello stomaco, la motilità del tratto digerente, le trasformazioni biochimiche che si verificano all’interno e sulla parete del tubo digerente, la flora batterica, gli enzimi digestivi, la sua metabolizzazione epatica.
Per la via di somministrazione intramuscolare, invece, sono importanti il luogo di iniezione, i disturbi circolatori locali (cioè la quantità di flusso sanguigno), la capacità del farmaco di sciogliersi al pH dei tessuti, le variazioni rispetto alle diluizioni ottimali raccomandate dall’impresa produttrice (ad esempio se per sbaglio si inietta un farmaco troppo o troppo poco concentrato).
Nella valutazione della biodisponibilità è necessario quindi tenere in considerazione diversi parametri, la solubilità e l’assorbimento rappresentano i punti chiave su cui la ricerca fonda lo sviluppo di nuovi integratori.


La scelta di molecole ad elevata biodisponibilità permette di ottenere gli effetti terapeutici desiderati utilizzando una dose minore di attivi, limitando anche i possibili effetti avversi a livello locale.

Per quanto riguarda la componente genetica, è noto che polimorfismi genici possono causare un’attività variabile degli attivi in individui diversi, ciò è indipendente dalle proprietà farmacologiche delle molecole utilizzate ed il suo studio compete alla medicina personalizzata.

Seguiranno svariati articoli più specifici sull’argomento, sui vari metodi di assunzione analizzati ed interazioni.

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