Effetti del CBD (Cannabidiolo) sulla memoria. Cannabinoidi e studi scientifici.

Sulla correlazione tra consumo di cannabinoidi e memoria tantissimi pareri si sono pronunciati nel tempo. 

Spesso si sono correlati gli effetti negativi del THC con la memoria a breve termine. Si è invece parlato poco della relazione tra CBD e gli effetti positivi sulla memoria.

Con il temine memoria intendiamo la capacità del cervello di conservare informazioni” (wiki). Questa è classificata in memoria a breve e lungo termine.

Sulla relazione tra cannabis, cannabinoidi, e memoria in moltissimi si sono pronunciati nel tempo, anche se le effettive evidenze scientifiche non sono ancora molte.

Uno Studio: CBD e memoria.

Uno studio pubblicato su British Journal of Psychiatry esamina due gruppi di consumatori di cannabis, uno ad alto contenuto di THC (che dimostra alcuni segnali di mancanze, soprattutto in relazione alla memoria a breve termine), l’altro ad alto contenuto di CBD, che al contrario non dimostra alcun segnale di deterioramento.

THC, CBD e memoria: il recettore CB1.

Questo studio mette in correlazione un particolare recettore, definito CB1, che sembrerebbe interfacciarsi con le aree cerebrali legate alla memoria, e lo identifica come il punto di contatto tra i cannabinoidi e la memoria.

Sembra quindi che questo recettore sia il responsabile degli effetti negativi del THC (tetraidrocannabinolo), ed allo stesso tempo il ponte tra il CBD e l’effetto positivo che questo ha nell’attutire gli effetti del THC che questo studio evidenzia.

Il CBD come aiuto alla memoria, altri studi.

Proseguendo nella ricerca (che per il CBD è, sotto moltissimi aspetti, ancora carente) vi iniziano ad essere invece alcuni risultati più specifici che identificano il cannabidiolo come un “protettore” delle cellule del cervello.

Uno studio pubblicato su “Frontiers in Pharmacology” (Tim Karl, Carl Group) ad esempio, mostra come il CBD (cannabidiolo) favorisca la neurogenesi (crescita e ricrescita neuronale): sostanzialmente riduce e previene il deterioramento delle funzioni cognitive.

Per questo motivo un’altro studio mostra come otto mesi di assunzione costante di CBD hanno aiutato a prevenire lo sviluppo di deficit della memoria sociale cognitiva in soggetti affetti da Alzheimer.

Ai precedenti si aggiunge uno studio del 2017, pubblicato sempre su “Frontiers in Pharmacology”, tratta le proprietà e possibilità di sviluppi del CBD come neuroprotettore in relazione ai danni cerebrali con particolare attenzione ai traumi da impatto).

CBD e patologie specifiche.

Questo cannabinoide non psicoattivo sembrerebbe infatti ridurre il numero delle cellule del cervello danneggiate mentre stimola la crescita di nuove. Questa sarebbe l’azione del cannabidiolo sul recettore CB2, che agendo come anti-infiammatorio sulle parti danneggiate favorirebbe la ricostruzione di queste.

Allo stesso modo il CBD agisce come anti-ossidante, e per questo sarebbe una potenziale via da percorrere per prevenire e trattare malattie come Parkinson e Alzheimer.

Un altro studio, questa volta di un team Australiano, analizza come il CBD potrebbe migliorare la “memoria di lavoro” e di riconoscimento nelle persone affette da schizofrenia.

Tutti questi paper danno importanti indizi di come il CBD possa essere una risorsa per la memoria e soprattutto per molte patologie ad essa connesse.

Per concludere, una ricerca portata avanti da Katrina Green all’università di Wollongong (Australia) mette in relazione 27 pubblicazioni riguardanti CBD e problemi a funzioni cognitive (tra cui meningite, sepsi, Alzheimer ed altre), riporta come costante che l’utilizzo del Cannabidiolo porti, in termini differenti e con diversi risultati, sempre effetti positivi.

CBD e memoria.

Al momento però, non vi sono certezze assolute che il CBD abbia, al contrario, un effetto potenziante per la memoria.

Molti studi e ricerche provano come questo cannabinoide promuova la neurogenesi e sia un ottimo alleato in presenza delle patologie più varie, ma in relazione ad un cervello perfettamente in salute non si è ancora provato che questo possa effettivamente apportare miglioramenti.

Quello che possiamo affermare però è come la cannabis, spesso demonizzata, non dovrebbe essere vista come una droga che danneggia la memoria. Al contrario, essendo composta da moltissimi principi attivi e cannabinoidi, quando alcuni potrebbero avere effetti “negativi”, molti altri potrebbero avere effetti diametralmente opposti.

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