Sarà questo l’anno della cannabis?

Solo due anni fa nessuno di noi poteva immaginare che anche in Italia si potesse iniziare a parlare di cannabis con la frequenza, la positività e la tranquillità con cui, di lì a poco, se ne è effettivamente iniziato a parlare.

Nessuno di noi poteva immaginare che la cannabis, di lì a poco, sarebbe entrata nelle case degli italiani, venisse posta sotto una luce favorevole, creasse posti di lavoro, benessere collettivo, felicità.

Cosa è successo in questi anni?

Dal 2017

Nessuno poteva immaginare che dal 12 maggio 2017, con la nascita del progetto Easyjoint, saremmo riusciti ad innescare una vera e propria rivoluzione culturale generando un fenomeno impressionante sotto l’aspetto agricolo, commerciale, di costume, mediatico, politico e finanziario. 

Nel 2018

Il bilancio fin qui è positivo. Nell’anno appena concluso siamo riusciti a far riconoscere attraverso una circolare ministeriale le infiorescenze, ad avere la protezione della ministra della Salute per i nuovi imprenditori agricoli e commerciali, a far considerare l’Italia dai principali istituti di analisi economica sulla cannabis come il primo mercato europeo su cui investire, scalzando la Germania.

Per il 2019

Se il 2018 è stato l’anno della prorompente ascesa della cannabis light, l’anno che sta iniziando potrebbe essere l’anno della definitiva accettazione dando l’avvio al cambiamento delle regole anche sulla cannabis ad alto contenuto di THC. La prima breccia è stata aperta.

Possiamo finalmente connetterci con orgoglio alle comunità che stanno sperimentando nuove forme di gestione della cannabis legale come l’Uruguay, il Canada, numerosi stati degli USA.

Le politiche di buonsenso e di libertà là applicate con successo arriveranno anche da noi grazie al processo di accettazione e normalizzazione che abbiamo innescato con la nascita del progetto Easyjoint.

Cosa ci aspetta nel futuro?

Certo, la strada è ancora lunga e piena di ostacoli ma la consapevolezza di essere sulla strada giusta aggiunge determinazione a determinazione.

La nostra storia dimostra che ognuno di noi, nel suo piccolo, può contribuire a velocizzare il processo. Con un’intuizione, con un’idea, con l’azione, con l’attivismo, con la disobbedienza, con qualunque strumento si abbia a disposizione. 

Le conquiste sociali, le consultazioni referendarie statunitensi sono lì ad insegnarcelo dal 2012, si ottengono sommando le forze, sommando i gesti anche individuali, aderendo ai richiami all’azione, convincendo anche una sola persona alla volta partendo dai propri cari e dai conoscenti.

La conquista del diritto individuale all’uso di cannabis senza il rischio della repressione dipende da ognuno di noi, ognuno con i mezzi che gli appartengono, nella consapevolezza di essere, ed essere sempre stati, dalla parte giusta della Storia.

Un felice 2019, che sia un anno di libertà!

Luca Marola,
e tutto lo staff Easyjoint.

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