La classificazione della cannabis secondo le Nazioni Unite

L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda una riclassificazione della cannabis, facendo chiarezza sul CBD.

Riportiamo l’articolo su www.mjbizdaily.com dal titolo “World Health Organization recommends rescheduling cannabis, provides clarity on CBD”.

La Commissione sulle Droghe (CND) delle Nazioni Unite ha ricevuto oggi primo febbraio 2019 la relazione sulla cannabis dell’ECDD (World Health Organization Expert Committee on Drug Dependence), che doveva arrivare a dicembre.

Il report raccomanda diversi cambiamenti nella classificazione della cannabis, importantissimi per lo sviluppo futuro del mercato globale.

I principali punti toccati sono i seguenti:

– La classificazione della cannabis nelle Convenzioni internazionali sul controllo della droga dovrebbe essere meno restrittiva, grazie alla rimozione dalla Tabella IV della Convenzione del 1961, che riguarda le sostanze più pericolose.

– Il THC in tutte le sue forme dovrebbe essere anche esso rimosso dalla Convenzione del 1971 per essere inserito insieme alla cannabis nella Tabella I della Convenzione del 1961, semplificando ulteriormente la classificazione della cannabis.

Le preparazioni al CBD, così come il CBD in forma pura contenenti meno dello 0,2% di THC non dovrebbero essere in nessun caso incluse nella convenzione internazionale delle droghe.

Le preparazioni farmaceutiche contenenti delta-9-THC, se seguono determinati criteri, dovrebbero essere aggiunte alla Tabella III della Convenzione del 1961, in considerazione dell’improbabilità di abuso di tale sostanza.

Alcune copie delle raccomandazioni consegnate sono girate in anteprima, ed i cambiamenti principali consigliati sono i seguenti:

Cannabis e resine di cannabis
Il report chiede la rimozione della cannabis e delle resine di cannabis dalla Tabella IV della Convenzione sui narcotici del 1961.
La Tabella IV infatti è la categoria con più restrizioni, ed include le sostanze pericolose con utilità medica assente o estremamente limitata.

Per giustificare questo cambiamento, l’ECDD spiega:
“Le evidenze presentate dalla commissione hanno indicato come la cannabis e le resine non sono in alcun modo responsabili di effetti negativi tipici delle altre sostanze presenti nella Tabella IV. Al contrario le preparazioni di cannabis hanno mostrato grande potenziale terapeutico nel trattamento del dolore e di altre malattie come epilessia e spasticità associate alla sclerosi multipla. Con queste premesse, la cannabis e le resine dovrebbero essere inserite in un livello con minor controllo, per prevenire eventuali problemi causati dall’abuso, ma in modo che la regolamentazione non faccia da barriera alla ricerca e allo sviluppo degli utilizzi della cannabis e delle sue resine, soprattutto in ambito medico.”

Dronabinolo (delta-9-THC) e tetraidrocannabinolo (isomeri del delta-9-THC)
Le raccomandazioni riguardanti il Dronabinolo (forma sintetica del THC) e il THC con i suoi isomeri, trattano della necessità di spostare questa sostanza dalla Tabella II della Convenzione del 1971 alla Tabella I della Convenzione del 1961.

Questa raccomandazione è volta a semplificare la classificazione, raggruppando tutte le forme del THC nella stessa categoria della cannabis e della resina di cannabis.
I rischi associati al THC sono infatti gli stessi di quelli associati alla cannabis e alla resina di cannabis; sarebbe dunque coerente riportarli nella stessa categoria.

Il rapporto fa il confronto con la riclassificazione della cocaina e della morfina, riportate da un’operazione analoga nella stessa tabella dei loro rispettivi vegetali (la foglia di coca e l’oppio).

Nel caso degli isomeri di delta-9-THC questo spostamento introdurrebbe ancora una volta una maggiore coerenza della norma.
“A causa dell’analogia a livello chimico di tutti i sei isomeri del delta-9-THC, risulta molto complesso differenziare questi composti secondo standard chimici classici.”

Estratti e tinture di cannabis
Il rapporto raccomanda in questo caso la cancellazione di estratti e tinture dalla Tabella I della Convenzione unica sugli stupefacenti del 1961.

Questo motivato dal dal fatto che “le differenti preparazioni con concentrazione variabile di THC” non sono necessariamente psicoattive ma dimostrano invece “ottime proprietà terapeutiche”.

Preparazioni al cannabidiolo
La richiesta qui è chiara: il CBD non deve essere incluso in nessuna tabella della convenzione sulle droghe.

Gli unici dubbi restano sulle preparazioni al CBD contenenti anche THC, la cui posizione a riguardo è chiarita in questo modo:
“La commissione raccomanda che una nota sia aggiunta alla Tabella I, recitante: le preparazioni contenenti principalmente CBD e non più dello 0.2% di THC non devono sottostare al controllo

Aggiungendo poi:
“Il cannabidiolo si trova nella cannanis e nella resina di cannabis ma non ha proprietà psicoattive, nessun potenziale per l’abuso, e non produce dipendenza. Non ha inoltre nessuna controindicazione. Al contrario è efficace per il trattamento di svariate forme di epilessia anche giovanili. È stato approvato per questo uso nel 2018 dagli Stati Uniti ed è già da tempo sotto osservazione da parte dell’Unione Europea”.

Preparazioni farmaceutiche a base di cannabis e dronabinolo
La commissione appunta come, al momento, le principali preparazioni a base di THC siano di due tipi:
– preparazioni contenti sia THC che CBD, come il Sativex.
– preparazioni contenenti solo THC, come il Marinol o il Syndros.

Poiché “le prove riguardanti l’uso di queste preparazioni evidenziano che non sono associate con problemi di abuso e dipendenza e riguardano usi medici”, la Commissione ha raccomandato di non includerle queste sostanze, di fatto medicine, né nella Tabella I della Convenzione del 1961 né nella Tabella II della Convenzione del 1971, in quanto molto restrittive.

Al contrario, la meno restrittiva Tabella III della Convenzione del 1961 potrebbe essere quella adatta:
“La commissione raccomanda di spostare nella Tabella III della Convenzione del 1961 le preparazioni contenenti THC e di considerarle preparati farmaceutici, in modo da controllare la reperibilità del THC e non costituire un rischio per la salute pubblica.”

Gli stati membri dell’UE classificano le droghe secondo le Convenzioni delle Nazioni Unite: sono circa 250 le sostanze elencate nelle tabelle allegate alle Nazioni Unite nella Convenzione unica sugli stupefacenti (New York 1961), nella Convenzione sulle sostanze psicotrope (Vienna 1971) e nella Convenzione contro il traffico illecito di stupefacenti e di sostanze psicotrope (Vienna 1988).

L’allegato alla Convenzione del 1961 classifica le sostanze stupefacenti in quattro settori:
TABELLA I
(il report in esame suggerisce di spostare il THC dalla classificazione della Convenzione del 1971 a questa tabella)

Nocività: ne fanno parte le sostanze con proprietà di dipendenza e che presentano un grave rischio di abuso
Grado di controllo: molto rigoroso
Esempi: cannabis e suoi derivati, cocaina, eroina, metadone, morfina, oppio

TABELLA II
Nocività: ne fanno parte le sostanze normalmente utilizzate per scopi medici e con più basso rischio di abuso
Grado di controllo: meno rigoroso
Esempi: codeina, diidrocodeina, propiram

TABELLA III
(il report in esame suggerisce di inserire le preparazioni farmaceutiche con THC in questa tabella)
Nocività: ne fanno parte sostanze con valore terapeutico e con basso rischio di abuso
Grado di controllo: indulgente, poiché per l’Organizzazione mondiale della sanità questi preparati non presentano rischio di abuso
Esempi: preparazioni a base di codeina, diidrocodeina, propiram

TABELLA IV
(il report in esame suggerisce di eliminare la cannabis da questa tabella)
Nocività: ne fanno parte le sostanze più pericolose, che sono particolarmente dannose o di valore medico estremamente ridotto
Grado di controllo: molto severa, in quanto ne è vietata la produzione, il commercio, il possesso e l’uso
Esempi: cannabis e resina di cannabis, eroina

L’allegato alla Convenzione del 1971 classifica le sostanze stupefacenti in quattro settori:
(il report in esame suggerisce di eliminare il THC dalla classificazione del 1971)
TABELLA I
Nocività: ne fanno parte le sostanze che presentano un elevato rischio di abuso, sono una grave minaccia per la salute pubblica e hanno poco o nessun valore terapeutico
Grado di controllo: molto rigoroso, l’uso è vietato tranne che per scopi medici os cientifici
Esempi: LSD, MDMA (ecstasy), mescalina, psilocibina, tetraidrocannabinolo

TABELLA II
Nocività: ne fanno parte le sostanze che presentano rischio di abuso, sono una minaccia per la salute pubblica e hanno poco o nessun valore terapeutico
Grado di controllo: meno rigoroso
Esempi: anfetamine

TABELLA III
Nocività: ne fanno parte le sostanze che presentano un rischio di abuso, sono una minaccia per la salute pubblica e hanno un valore terapeutico moderato o alto
Grado di controllo: queste sostanze sono disponibili per scopi medici
Esempi: barbiturici, compresa amobarbital, buprenorfina

TABELLA IV
Nocività: ne fanno parte le sostanze che presentano un rischio di abuso, sono una minaccia minore per la salute pubblica e hanno un alto valore terapeutico
Grado di controllo: queste sostanze sono disponibili per scopi medici
Esempi: tranquillanti, analgesici, narcotici

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