Studi e ricerche sul CBD

Il CBD è sulla bocca di tutti e molti ne parlano come la soluzione a tutti i disturbi. Ma cosa sappiamo veramente del CBD e cosa può fare?

Il Cannabidiolo

Nella cannabis c’è molto più dello sballo. I tricomi (sottili filamenti biancastri comunemente chiamati resina) sono in realtà delle fabbriche di componenti chimici; il cannabidiolo, o CBD, è uno di questi. A differenza del più famoso THC, il CBD non ha effetti psicoattivi. In pratica vuol dire che il CBD non sballa. Al contrario molti consumatori confermano la capacità del CBD di schiarire la mente, dare calma e aiutare a concentrarsi.

Il CBD e il THC sono due (i più importanti) degli oltre 70 cannabinoidi prodotti dalla cannabis. I cannabinoidi sono composti chimici prodotti nelle piante (non solo nella cannabis) e anche dal corpo umano; questi ultimi fanno parte del sistema endocannabinoide.
Ma cosa sappiamo del modo di interagire tra il nostro sistema endocannabinoide e i cannabinoidi della cannabis?

Ingrandimento di un’infiorescenza di cannabis light dove sono visibili i tricomi.

Uomini e piante

Nei primi anni Sessanta il chimico Raphael Machoulam si fece una semplice domanda: come fa la cannabis a sballarci? Mechoulam è stato il primo scienziato a mappare la struttura chimica del CBD e del THC. Vent’anni dopo la scienziata Allyn Howlett usò un equivalente radioattivo del THC per capire in che parte del cervello andassero a finire i cannabinoidi. Scoprì quelli che in seguito avrebbe chiamato i recettori CB1 e che poi sono stati individuati anche nei reni, nei polmoni e nel fegato. Anche i globuli bianchi del sistema immunitario, dell’intestino e della milza hanno recettori dei cannabinoidi, ma di un altro tipo, i CB2.

Distribuzione dei recettori cannabinoidi CB1 e CB2 nel corpo.

Mappando la posizione dei recettori cannabinoidi nel cervello, si è scoperto che sono presenti soprattutto nell’ippocampo (memoria), corteccia cerebrale (cognizione), cervelletto (coordinazione motoria), gangli basali (movimento), ipotalamo (appetito), amigdala (emozioni) e sostanza grigia periacqueduttale (dolore), ovvero i principali effetti della cannabis sul cervello. I recettori cannabinoidi non sono invece presenti nelle zone del cervello che controllano le funzioni cardiovascolari e respiratorie, che coincide con la mancata letalità di un sovradosaggio di THC (a differenza, per esempio, di alte dosi di oppioidi).

Perché le piante producono molecole concepite per manipolare i recettori umani è un mistero.
Potrebbe essere una sorta di coincidenza molecolare. Molte piante, compresa la cannabis, potrebbero produrre queste molecole per difendersi da altri organismi. La capacità dei cannabinoidi di legarsi ai nostri recettori potrebbe dunque essere il risultato di milioni di anni di guerra biochimica diretta contro aspiranti erbivori: altre creature che hanno gli stessi percorsi di segnalazione biochimica degli umani. La moderna agricoltura industriale, per esempio, usa un’intera classe di pesticidi basata sulla nicotina e pensata per respingere gli insetti eccitando il loro sistema nervoso.

Il sistema endocannabinoide

Come visto in precedenza, le piante producono molecole che prendono di mira i recettori cannabinoidi di altri organismi per proteggersi. Ne consegue che quei segnali, che i recettori si sono evoluti per ricevere, devono essere di vitale importanza per la salute fisiologica di quegli animali. Altrimenti perché interferire con loro?

La rete di recettori e trasmettitori cannabinoidi naturalmente prodotti dal nostro corpo formano il sistema endocannabinoide (ECS). I recettori, chiamati recettori cannabinoidi, avvolgono le cellule neurali, gli organi e le cellule immunitarie. I recettori vengono attivati dai cannabinoidi, che si “incastrano” nei recettori come chiavi in una serratura. Una volta che entrano in contatto l’iterazione tra questi dà il via ad una serie di cambiamenti fisiologici all’interno delle cellule finalizzati alla regolazione omeostatica, cioè la conservazione del corpo della sua condizione di normalità.

Per esempio, il sistema immunitario si accende come una fornace quando la febbre è necessaria per friggere un virus o un’invasione batterica. Quando il lavoro è fatto, la segnaletica endocannabinoide abbassa la fiamma, raffredda la febbre e ristabilisce l’omeostasi. I cannabinoidi (endocannabinoidi se prodotti all’interno del nostro corpo o phytocannabinoidi se prodotti dalla pianta) sono anti-infiammatori e letteralmente raffreddano il corpo.

Anche l’esercizio fisico può essere considerato uno stress (con stress intendiamo qualsiasi tipo di attività che danneggia l’omeostasi) e infatti il corpo dopo l’esercizio aumenta naturalmente la quantità di endocannabinoidi in circolazione all’interno dell’organismo, dando una sensazione di benessere, alleviando il dolore, aumentando in alcuni casi la fame.

Gli endocannabinoidi dunque hanno un ruolo molto importante nel preservare la salute del nostro corpo e influiscono anche sul nostro comportamento.

In particolare hanno effetti su:

Crescita e sviluppo osseo;
Emozioni;
Sviluppo del feto;
Memoria;
Metabolismo;
Movimento;
Piacere;
Percezione del dolore;
Riproduzione;
Sonno;
Risposta allo stress;
Regolazione della temperatura;
Pensieri.

Principali funzioni regolate dal Sistema Endocannabinoide.

Ricerca e CBD

La ricerca scientifica sta ancora studiando l’effettiva interazione tra recettori e cannabinoidi. Allo stato attuale sappiamo che il CBD blocca la degradazione degli endocannabinoidi facendo si che un maggior numero di questi sia attivo nel nostro corpo.

Oltre ad aumentare il numero di endocannabinoidi in circolazione, il CBD è anche un potente alleato per migliorare l’umore; alcune ricerche infatti dimostrano che il CBD stimola i recettori della serotonina, gli stessi attivati dagli antidepressivi. Ad oggi nessuno studio su esseri umani è stato condotto sulla relazione tra CBD e depressione. Alcuni test su roditori però hanno dimostrato che si tratta di un efficace e veloce antidepressivo.

Il CBD inoltre è efficace contro il dolore in quanto interagisce con uno specifico recettore chiamato recettore capsaicin.

Il CBD può lenire infiammazioni e dolori neurologici. Questo tipo di dolore è causato da danni al sistema nervoso che causano dolori continui trasmessi attraverso la colonna vertebrale ed il cervello. Il CBD risulta molto efficace dunque per guarire da infortuni e situazioni di infiammazione e per questo motivo è molto utilizzato da sportivi ed ex atleti.

Negli ultimi anni inoltre sono state condotte molte ricerche per scoprire tutti gli effetti del CBD sul nostro corpo. Abbiamo detto che può influenzare l’umore, ma può fare effetto anche contro l’ansia, in pazienti che dimostrano resistenza ai trattamenti della schizofrenia, per il recupero e il trattamento del disturbo post traumatico da stress (PTSD) o per combattere le paure derivate da ricordi associati a dei traumi. Molte ricerche hanno studiato gli effetti del CBD, in particolare è stato preso in esame per i suoi effetti come:

È importante notare come molti dei possibili effetti del CBD sono stati studiati solo in laboratorio e manca dunque una ricerca approfondita sui suoi effetti sul corpo umano. Gli effetti inoltre variano da persona a persona e non tutti ne traggono gli stessi benefici in egual misura.

Il CBD si è dimostrato efficace anche contro vere e proprie patologie. Nonostante molta ricerca sia ancora da fare sugli effetti del CBD, nel 2018 la Food and Drug Administration (FDA) ha approvato l’uso di un farmaco (l’Epidolex) contenete solo CBD estratto dalla cannabis contro due rare forme di epilessia, la sindrome di Lennox Gastaut e la sindrome di Dravet. In questo momento il farmaco è studiato anche come potenziale rimedio per psicosi e schizofrenia.

Recentemente uno studio condotto sulla combinazione di CBD e THC in pazienti con una forma grave di tumore al cervello ha portato dati che suggeriscono la possibilità di allungare la vita a chi combatte questa malattia.

Inoltre studi effettuati sui roditori suggeriscono che il CBD può rivelarsi un importante aiuto nel trattamento contro il cancro al seno.

Molti sono gli studi che puntano in questa direzione, ma molti di questi sono ancora in fasi preliminari.

L’Epidolex è un farmaco unico anche per la sua storia. Generalemente i farmaci vengono sviluppati nei laboratori e sottoposti a sperimentazione prima di raggiungere i pazienti. In questo caso, invece, due madri di bambini epilettici, tra cui Catherine Jacobson e il figlio Ben (in foto), hanno fatto esperimenti sui loro figli e poi hanno contribuito a far approvare la loro scoperta dall’Fda. Per saperne di più leggi l’articolo del The New York Times.

Fiori ed estratti: diversi modi di assumere il CBD

La miscela di CBD in olio.
Gli oli a base di CBD sono fatti separando la resina dalla pianta, estraendo il cannabidiolo per purificarlo, e successivamente disciogliendo il risultato dell’estrazione in olio. Tra le basi troviamo diversi prodotti, ma il migliore sembra essere secondo svariati studi l’olio di canapa, in quanto massimizza l’effetto entourage (effetto che consente di migliorare la resa dell’assorbimento all’interno dell’organismo), oltre che essere un prodotto ottimo per la salute in generale in quanto ricco di omega 3, omega 6 e 9 e moltissime proprietà nutritive.

Solitamente viene  assunto mettendo alcune gocce sotto la lingua, disciolto in infusi o aggiunto al cibo. L’effetto dell’olio CBD è solitamente molto rapido, e le percentuali di miscelazione possono arrivare ad essere discretamente alte. Estratti assorbiti tramite le mucose sotto la lingua di solito impegno 15-30 minuti. Effetti meno percepibili in modo conscio si vedono però in pazienti durante crisi epilettiche, dove una consistente dose di CBD calma la crisi in un paio di minuti.

In ogni caso ogni organismo assorbe e metabolizza in modo differente e soggettivo. È importante tenere presente che per alcuni, a causa del metabolismo, l’assunzione insieme al cibo potrebbe rallentarne l’assorbimento.

Fiori
Vi sono alcuni strain, come quelli legali in Italia con una percentuale di THC all’interno del limiti di legge, in cui si possono trovare diverse concentrazioni di CBD. I fiori possono essere assunti tramite combustione o infuso.

Offerte e novità!

Per essere sempre aggiornato sugli articoli, le offerte e i prodotti Easyjoint iscriviti alla Newsletter!

La cannabis contro l’emicrania

La cannabis contro l’emicrania

Come evito di farmi scoppiare la testa con il CBD. Per me avere l’emicrania è come avere due viti conficcate nelle tempie. Più diventa dolorosa più vorrei strizzarmi la testa sino a farla scoppiare.Lavorare diventa difficilissimo, concentrarsi, leggere, mettere il...

Perché la droga dovrebbe essere legale.

Perché la droga dovrebbe essere legale.

Il fallimento della guerra alla droga.Per spiegare perché è giusto legalizzare la cannabis e in generale decriminalizzare tutte le droghe, bisogna capire anche il perché, in primo luogo, queste sostanze sono diventate illegali. La cannabis è stata utilizzata con scopi...

CBD e sport, pronti via!

CBD e sport, pronti via!

Prova il CBD dopo allenamento. Foto by UnsplashLa marijuana non è solo per i pomeriggi lenti fatti apposta per poltrire sul divano. Il CBD, il componente non psicoattivo della cannabis (quello che non sballa) è infatti un ottimo alleato nel recupero dopo un’attività...

articoli e news

Leggi tutti gli articoli del blog di Easyjoint